Luca Granato. Liminale
A cura di Lucrezia Caliani
Dal 13 marzo al 3 maggio 2026 Spazio Marameo presenta Liminale, mostra di restituzione della residenza d’artista di Luca Granato, a cura di Lucrezia Caliani. L’iniziativa si articola dal periodo di residenza svolto nelle tre settimane precedenti l’apertura della mostra, durante il quale l’artista ha lavorato nello stesso ambiente che successivamente accoglie l’esposizione.
La residenza realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Osservatoriomaree si è svolta all’interno della sala espositiva di Marameo, uno spazio caratterizzato da una vetrina su strada e situato accanto alla hall dell’Hotel Torre Guelfa. Questa particolare configurazione architettonica, a metà tra luogo di passaggio, spazio pubblico e ambiente espositivo, diventa parte integrante della ricerca sviluppata dall’artista, trasformando la fase di lavoro in un momento visibile e permeabile alla città.
Liminale nasce dalla ricerca di Luca Granato (Cosenza, 1999) durante la residenza a Spazio Marameo e si configura come indagine situata nello spazio urbano. Il lavoro ha preso forma negli stessi ambienti che oggi ospitano la mostra, visibili dalla strada attraverso una vetrina e integrati negli spazi dell’hotel. La residenza diventa così un dispositivo di osservazione reciproca: il processo creativo si svolge in condizione di esposizione permanente, attraversato dallo sguardo dei passanti e inscritto nel ritmo quotidiano della città.
La pratica non è attività isolata, ma presenza situata, definita dalla tensione tra interno ed esterno, tra intimità e visibilità pubblica. La vetrina introduce una soglia decisiva: chi osserva rimane fuori, mentre lo spazio di lavoro diventa luogo di attraversamento. Il gesto creativo si colloca in una condizione liminale, sospesa tra processo e spettacolarizzazione.
Da questa soglia prende forma la riflessione di Liminale. Firenze è osservata come territorio di frizione: città tra le più rappresentate al mondo, appare sempre più come superficie iconica prodotta e riprodotta in funzione turistica. Il centro, un tempo cuore sociale e politico, diventa esposizione permanente: attraversato, fotografato e consumato come esperienza temporanea. Non più luogo dell’abitare, assume oggi le caratteristiche di periferia funzionale al turismo, mentre la vita quotidiana si sposta ai margini urbani. La città non evolve più come organismo, ma si stabilizza come scenografia: immagine controllata e levigata progettata per un consumo privo di attriti. Qui il patrimonio urbano diventa capitale simbolico, separato dalla vita che lo aveva originato.
In questo scenario Liminale introduce una prospettiva inattesa: quella della presenza selvatica, endogena al territorio. Il cinghiale, figura radicata nell’immaginario fiorentino e icona turistica, diventa punto di osservazione simbolico. Animale crepuscolare e notturno, il cinghiale emerge al tramonto mentre di giorno rimane nascosto, riducendo il rischio di incontrare l’uomo. Nel suo passaggio lascia segni di grufolamento: porzioni di suolo rivoltate che alterano temporaneamente l’ordine superficiale. Quando si sente intrappolato o sorpreso a distanza ravvicinata può diventare aggressivo, entrando in collisione. Allo stesso modo, la pratica di Granato introduce gesti minimi di perturbazione nel paesaggio urbano e sociale, replicando un comportamento fondato su adattamento e difesa, che diventa metafora di chi abita la città pur essendo progressivamente escluso dai suoi spazi centrali. Tra visibilità e occultamento, tra attraversamento e resistenza, l’atto creativo si muove come corpo notturno dentro la scenografia urbana, rivoltandone temporaneamente la superficie e generando collisioni che rendono visibile l’equilibrio fragile tra abitare, attraversare e rappresentare la città.
Liminale
Spazio Marameo, Firenze
13 Marzo - 3 Maggio 2026










Luca Granato
Luca Granato (Cosenza, 1999) è un artista visivo attivo nel Sud Italia. Dopo aver conseguito il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, ha proseguito la sua formazione accademica iscrivendosi al corso di Dottorato in Performing Arts and Cultural Heritage. Nel 2022 fonda Osservatoriomaree, un progetto indipendente di ricerca artistica con base in Calabria, volto a coinvolgere artisti internazionali in percorsi condivisi sul territorio. È risultato vincitore del concorso internazionale Searth – The European Video-Art Contest in the Adriatic Lagoon (2023) e ha ricevuto una menzione speciale della giuria in occasione del Combat Prize. Tra le altre selezioni e riconoscimenti recenti figurano la vittoria delle open call di Booming Art Fair e Arcipelaghi con il progetto Lenti nel sogno, la selezione tra i finalisti della quarta edizione dell’Exibart Prize e la vittoria nel 2024 del premio 20 Seconds of Art a Vienna. È inoltre tra gli artisti selezionati dal programma Italea Calabria, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. La sua pratica artistica affonda le radici nel writing e nella militanza popolare, con un’attenzione particolare al concetto di terzo paesaggio. La sua ricerca si configura come un’indagine a lungo termine sullo spopolamento del Mezzogiorno e sulle dinamiche complesse che legano le comunità ai territori che abitano. Esplorando dimensioni etnografiche, storiche, intime ed ecologiche, i suoi progetti mirano a costruire connessioni tra memoria individuale e collettiva, interrogando il modo in cui tali memorie modellano le relazioni umane e il nostro rapporto con il paesaggio.
Lucrezia Caliani
La sua ricerca si occupa di studi visuali e testuali con una visione critica di parallasse e con particolare attenzione ai sistemi di produzione artistica legati alla tematica dei corpi, delle identità, dell’ambiente e delle sottoculture. Attualmente lavora come indipendent curator per il progetto per la ricerca e la curatela nelle arti contemporanee Osservatoriomaree, per mostre e cataloghi. Scrive inoltre per alcune riviste come Cultweek e per la rubrica Arte&Mostre della rivista FUL Magazine per cui ha collaborato anche alla pubblicazione di Firenze Street Art, la prima monografia dedicata alla street art fiorentina. Il suo lavoro di curatela si concentra su varie discipline delle arti contemporanee e pratiche del settore artistico, in particolare di quello sperimentale e indipendente, con un’attenzione particolare all’ecologia della percezione tramite il linguaggio artistico.
Marameo
Marameo, nato nel 2025, è uno spazio espositivo nel cuore di Firenze, situato nella vecchia sala d’attesa dell’Hotel Torre Guelfa. La peculiarità dello spazio risiede nella sua doppia apertura: una vetrina su strada permette una fruizione diretta dall’esterno, mentre l’accesso avviene attraversando la reception dell’albergo. Lo spazio offre così una duplice lettura al visitatore, sospesa tra dimensione pubblica e privata. Fondato da Gianluca Braccini, Cristoforo Maria Lippi, Jonathan Soliman Awadalla e Corso Zucconi, Marameo si inserisce nella vita dell’hotel come una stanza aperta: non uno spazio separato, ma una soglia in cui l’intimità dell’edificio incontra la città. In questo modo lo spazio espositivo diventa parte integrante di un edificio che intreccia la dimensione dell’ospitalità con quella dell’apertura pubblica.